Uscita giornaliera in barca a vela alle Cinque Terre

USCITA GIORNALIERA IN BARCA A VELA ALLE CINQUE TERRE

Cinque Terre dal mare

Un’uscita giornaliera in barca a vela alle Cinque Terre ti darà la possibilità di costeggiare Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso, le quali sono uniche proprio per la loro conformazione di borghi arroccati a picco sul mare.

Un’esperienza diversa, che ti darà la possibilità di godere di un panorama unico, ma anche di rilassarti, in una giornata all’insegna del sole e del mare!

ORARI

Partenza ore 10:00
Rientro ore 18:00

ITINERARIO

Imbarco in centro a La Spezia

Veleggiata in direzione Le Cinque Terre, per ammirare il fantastico panorama e vivere l’emozione di un bagno al largo, costeggiando Riomaggiore, Manarola, Corniglia e Vernazza con eventuale piccola tappa per pranzo a terra, altrimenti sosta in rada per pranzo a bordo.
Si prosegue la navigazione fino a Monterosso.

BARCA A VELA LE CINQUE TERRE

Il capitano offrirà un piccolo aperitivo a base di stuzzichini, tra i quali non può mancare la Focaccia.

Rientro ore 18:00 circa – in centro a La Spezia

IMBARCAZIONI

CHI PUÒ PARTECIPARE

Le uscite giornaliere in barca a vela sono aperte a partecipanti di qualsiasi età ed esperienza, e la formula dell’uscita in giornata rende l’attività particolarmente indicata per partecipanti alla prima esperienza: se avete paura di soffrire il mal di mare o di non riuscire ad adattarvi facilmente alla vita a bordo, le gite giornaliere in barca a vela vi offrono la possibilità di provare questa esperienza senza eccessivi vincoli e di apprezzare al meglio il piacere della navigazione.

ALTRE INFORMAZIONI UTILI

Non dimenticate costume, asciugamano e crema solare!

Una Giornata in barca a vela è adatta a tutti, non è richiesta esperienza, solo un pizzico di spirito di avventura e passione per il mare.

Per i più audaci può essere un’ottima occasione per imparare l’arte della navigazione a vela, guidati da uno skipper esperto che potrà farvi assaporare un mix di relax e divertimento.

Per chi invece è alla ricerca di una giornata rilassante potrà essere cullato dal dondolio delle onde, e dal loro rumore quando si infrangono contro l’imbarcazione.

Inoltre, non è impossibile avvistare qualche delfino, sia all’interno del Golfo, che fuori, in mare aperto. Una fantastica occasione per ammirare questi meravigliosi animali nel loro habitat!

PRENOTAZIONE E PREROGATIVE

L’offerta è valida al raggiungimento del numero minimo di partecipanti pari a 4.

Il numero massimo di partecipanti è invece fissato a 8.

Il programma è da ritenersi indicativo e soggetto a variazioni in base alle condizioni meteo e a insindacabile giudizio del comandante.

Non esitare a contattarci per ricevere maggiori informazioni e disponibilità o per un preventivo gratuito: concorderemo insieme tutti i dettagli dell’uscita!

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Tellaro: uno dei borghi più belli d’Italia

Tellaro è la frazione più orientale del comune di Lerici, recensito come uno dei borghi più belli d’Italia. Il paese è un piccolo borgo marinaro, arroccato su una scogliera che si affaccia sul Golfo della Spezia, fatto di viuzze strette e intrecciate che portano a tante casette colorate.

Per raggiungerlo si percorre una via panoramica affacciata sul mare, che passa per Maralunga e Fiascherino. Il borgo è inoltre raggiungibile percorrendo alcuni sentieri pedonali che dai borghi scendono verso il mare, anche se con una certa difficoltà, per la natura aspra e impervia delle terrazze digradanti sul mare.

Dalla chiesa di San Giorgio si può raggiungere una delle spiagge di Tellaro, dotata di porticciolo e di una scogliera perfetta per prendere il sole.
Percorsi pedonali conducono invece alle altre spiagge, libere e attrezzate, di Fiascherino.


Tellaro, infine, è una delle borgate marinare che ogni anno partecipano al Palio del Golfo.

STORIA

È nel 1300, che la storia di Tellaro inizia. Nei villaggi vicini si diffuse un’epidemia di peste, e i sopravvissuti si stabilirono qui, in quest’angolo del Golfo dei Poeti.
Successivamente, il borgo servì a controllare gli invasori che arrivavano dal mare. Ancora oggi si possono ammirare le mura che circondano le case, e due delle tre torri d’avvistamento, una delle quali si trova all’interno dell’Oratorio di Santa Maria, mentre l’altra è oggi il campanile della chiesa di San Giorgio.

CURIOSITA’

Il patrono di Tellaro è San Giorgio, festeggiato il 23 aprile.
Al Santo soldato è dedicata l’antica chiesa del XVI secolo che si innalza sulla scogliera.

Suggestive storie sono legate al borgo. Tra le più famose leggende vi è quella che racconta del salvataggio di Tellaro da un attacco notturno dei pirati saraceni provenienti dal nordafrica ad opera d’un polpo gigante che destò la popolazione suonando a martello le campane della chiesa di San Giorgio.

Tradizionale è, anche per questo, la Sagra del Polpo, che si svolge ogni anno la seconda domenica d’agosto, organizzata dall’Unione Sportiva attiva nel borgo ligure.

Tra le feste paesane di particolare suggestione vi è il Natale Subacqueo che celebra la nascita del Gesù, la notte di Natale. Ogni anno la statua del bambino emerge dalle acque trasportata da un gruppo di subacquei e viene depositata nella mangiatoia, in una cornice di oltre 8.000 lumini e festeggiando con fuochi d’artificio sul mare.

Tellaro è stato meta di tanti autori come lo scrittore e giornalista Mario Soldati, che scelse di trascorrere qui la sua vecchiaia, ma anche pittori e poeti italiani e stranieri, conquistati dalla bellezza di un luogo tanto antico. Eugenio Montale vi si fermò durante un viaggio in treno, e dedicò al borgo una poesia.

Torre Scola

TORRE SCOLA

La torre Scuola – o torre di San Giovanni Battista o Torre Scola è un edificio militare, costruito dalla Repubblica di Genova nel 1606, su di un isolotto poco oltre la punta nordorientale dell’Isola Palmaria nel Golfo della Spezia.
Il nome “Scola” significa parrocchia e cappella rurale. Con esso si denominava la vicina punta dell’isola Palmaria, dove sembra ci sia stata un’antichissima fondazione religiosa e dove in seguito sorse il monastero benedettino di San Giovanni Battista.
La torre fa parte delle postazioni difensive della Palmaria.  

CARATTERISTICHE

È di forma pentagonale, poggia su un basamento realizzato con grossi conci quadrati. Ha uno spessore medio delle mura di circa 4 metri; un diametro esterno di 35 metri e raggiunge i 20 metri sopra il livello del mare.
È capace di ospitare fino a otto persone – otto soldati, un capitano e un mastro bombardero – dieci cannoni e in grado di coprire a fuoco il braccio di mare tra la baia della Palmaria, la baia dell’Olivo a Porto Venere e il seno di Lerici.
Ogni angolo aveva una torre sporgente a pianta poligonale o circolare. In ogni facciata era presente un’apertura che permetteva alla guarnigione di osservare le navi in transito.
Con la dominazione napoleonica fu al centro degli scontri navali del 23 gennaio 1800 tra le flotte inglesi e francesi. Per allontanare quest’ultimi dal golfo spezzino, tanto che per i danni subiti dalle cannonate, fu deciso il totale abbandono già nella prima metà del XIX secolo.
Scongiurata la demolizione completa nel 1915, prevista dalla Marina Militare; e cancellata dopo l’interessamento di Ubaldo Mazzini che da ispettore ai monumenti fece un’apposita segnalazione al Ministero della pubblica istruzione; si decise di convertire la torre a faro di segnalazione.
Tra il 1976 e il 1980 la struttura ha subito radicali interventi di restauro e di consolidamento delle mura perimetrali.
I segni delle numerose cannonate alla base della fortificazione non sono dovuti ad attacchi nemici; ma al fuoco della nostra artiglieria che, in tempi imprecisati, durante le esercitazioni, l’ha presa come bersaglio. La stessa sorte è toccata al Monastero del Tino.

Torre Scola non è visitabile, in quanto edificio militare.

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Focaccia o “Fugassa”

FOCACCIA o “FUGASSA”

La focaccia, in dialetto “a fügassa”, è una specialità tipica della cucina ligure, le cui origini si smarriscono nella notte dei tempi, praticamente da quando l’uomo ha cominciato ad usare la fiamma, visto che è proprio da “fuoco” che nasce il nome di questo alimento.

È famosa in tutto il mondo anche se è praticamente impossibile ricreare la sua fragranza e la sua bontà al di fuori del capoluogo ligure, quindi per gustare la vera focaccia bisogna recarsi sul luogo d’origine.

La tradizione la vuole alta mediamente due centimetri, croccante e allo stesso tempo morbida e friabile, lucida d’olio e per nulla gommosa!

La particolarità della preparazione sta nella lunga lievitazione, che deve durare non meno di 20 ore. Inoltre, per tradizione, deve essere cotta nel forno a legna.

Si può gustare a colazione, intinta nel cappuccino, come vuole la tradizione nata dai pescatori, anche se è considerata principalmente uno snack e gustata soprattutto fra un pasto e l’altro, ma la si può mangiare in ogni momento della giornata!

Spesso è un’alternativa al panino per un pranzo veloce. Soprattutto d’estate, ripiena di salumi e formaggi diventa il pasto perfetto da portare in spiaggia.

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O bella Spezia

La Canzone “O bella Spezia” fu composta e dedicata alla città dal maestro Eugenio Giovando agli inizi degli anni Sessanta, in occasione di uno spettacolo musicale e teatrale scolastico nel giugno 1962.

Da allora la canzone è stata intonata da intere generazioni di bambini, fino a divenire in pratica l’inno della città e ad approdare, nelle domeniche in cui la squadra di calcio spezzina gioca in casa, l’inno ufficiale della curva degli Ultras e dell’intero Stadio Alberto Picco.


Segue il testo:


Hanno detto che Roma è l’Eterna,
che Venezia è regina del mar,
che Firenze è più bella di un fiore,
che Milano “l’è un grande Milan…”;
ma stasera vi presenteremo
la nostra graziosa, stupenda città…


O bella Spezia,
splendida perla sul mar,
della Riviera
quadro irreal…

Magico cielo,
tinto di mille color,
e là, sul mar,
l’onda che muor sulla scogliera,
al forestier sa mormorar:
“Ritorna in questa città”.


Portovenere, han detto i poeti,
è una gemma di grande valor;
hanno detto che Lerici, in fiore,
è preziosa, più rara dell’or…

Questo golfo, ch’è tutto un incanto,
è stato dipinto dal “Grande Pittor”…


O bella Spezia,
splendida perla sul mar,
della Riviera
quadro irreal…

Non sei l’Eterna,
non sei regina del mar,
ma in tutti i cuor
tu sai portar la primavera…

Non sei Milan, non sei Paris,
ma noi ti amiamo così.


Ascoltala cantata dai Ragazzi di Migliarina


Isole di Tino e Tinetto

Isole di Tino e Tinetto

ISOLE DI TINO E TINETTO - LA SPEZIA - GOLFO DEI POETI
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Le Isole di Tino e Tinetto si trovano all’estremità occidentale del Golfo della Spezia, nella Riviera Ligure, e sono da numerosi decenni sotto la giurisdizione della Marina Militare, per ciò non accessibili liberamente dai civili.
Dal 1997 le Isole di Tino e Tinetto, insieme all’Isola di Palmaria, Portovenere e le Cinque Terre sono state inserite tra i Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

Il Tino si apre ai visitatori nei giorni delle celebrazioni di San Venerio (13 Settembre), patrono del Golfo e dei fanalisti d’Italia. Egli visse come eremita sull’isola fino alla sua morte, avvenuta nel 630.

In sua memoria sulla sua tomba fu costruito prima un piccolo santuario e poi un Monastero Benedettino che arrivò a godere di ampia fama e ricevere frequenti donazioni dai nobili dei paesi circostanti.

Inoltre, sull’Isola vi è un Faro Napoleonico risalente al XIX secolo ed un piccolo Museo Archeologico, situato nelle vicinanze dell’unico approdo, nel lato orientale, che custodisce reperti romani e altomedievali.

L’Isola del Tino si trova al centro, tra l’Isola di Palmaria (a Nord), e l’Isolotto del Tinetto (a Sud) e la sua superficie è di 0,13 km2 mentre il suo perimetro sfiora i 2 km.

L’Isola del Tino è riconoscibile per la sua forma triangolare e rocciosa, abbondante di pino marittimo, leccio, mirto e lentisco.

TINETTO

Il Tinetto è l’Isola del Golfo che presenta dimensioni più ridotte, con una superficie di circa 6000 m2. È poco più di uno scoglio, privo di vegetazione arborea.

Nella parte più occidentale dell’Isolotto vi è il rudere di un piccolo oratorio religioso, mentre spostandosi verso est si trovano i resti di un edificio più complesso, una Chiesa a due navate con celle per i monaci, costruita in varie fasi fino all’XI secolo e distrutta definitivamente dai saraceni.

L’Isola del Tinetto costituisce la parte terminale del promontorio occidentale del Golfo della Spezia, identificata dagli esperti come la “Lama di La Spezia” a causa dei suoi affioramenti di carbonato triassico.

Pochi metri a sud dell’Isolotto, sulla sommità di uno scoglio semisommerso, un tempo incubo dei diportisti, è stata installata una Statua della Madonna (nelle vesti di Stella Maris) alta circa due metri.

Cosa vedere a La Spezia

Ti trovi a La Spezia e ti stai chiedendo che cosa vedere?

La Spezia, situata sulla Riviera Ligure del Levante, è una città portuale, collocata al centro del Golfo dei Poeti.

Il suo Arsenale Marittimo del XIX secolo e il Museo Tecnico Navale testimoniano l’eredità marinara della città.


Il Golfo si frammenta in 13 borgate marinare, da Ponente a Levante:

  • Portovenere
  • Le Grazie
  • Fezzano
  • Cadimare
  • Marola
  • CRDD (Circolo Ricreativo Dipendenti Difesa)
  • Canaletto
  • Fossamastra
  • Muggiano
  • San Terenzo
  • Venere Azzurra
  • Lerici
  • Tellaro
GOLFO DELLA SPEZIA E LE 13 BORGATE MARINARE

Ogni anno, la prima domenica d’agosto nelle acque antistanti la Passeggiata Morin, si disputa il “Palio del Golfo”, una gara remiera che vede protagoniste le 13 borgate marinare.


La Spezia è inoltre un’ottima base per raggiungere le famose Cinque Terre: Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso, il cui Parco Nazionale è diventato sito UNESCO nel 1997.