Giornata in Barca a Vela alle Cinque Terre

Il Golfo dei Poeti è il punto di partenza ideale per una giornata in barca a vela all’insegna del sole e del mare. Relax assicurato, ma anche divertimento ed emozioni!

Sono tantissimi i pretesti per una gita in barca a vela: una festa di compleanno, un addio al celibato o nubilato, una giornata diversa da passare con gli amici o con la famiglia, o semplicemente un’esperienza in più da aggiungere alla vostra vacanza!!

Non serve la patente o essere esperti navigatori, sarà lo skipper a guidarvi verso le destinazioni più affascinanti della zona.

GIORNATA IN BARCA A VELA ALLE CINQUE TERRE - SAGI CHARTER

ORARI

Imbarco ore 10:00 dal centro di La Spezia

Sbarco ore 18:00 in centro a La Spezia

ITINERARIO

Partendo dal centro del Golfo dei Poeti sono numerose le mete nelle immediate vicinanze verso cui fare rotta. Il programma viene quindi concordato in base alle preferenze del cliente.

Di seguito proponiamo un esempio tra i più richiesti:

Imbarco ore 10:00 dal centro di La Spezia

Rotta in direzione Portovenere, sosta in Grotta Byron, veleggiata verso Le Cinque Terre per ammirare il fantastico panorama e vivere l’emozione di un bagno al largo, costeggiando Riomaggiore, Manarola, Corniglia e Vernazza con eventuale piccola tappa per pranzo a terra, altrimenti sosta in rada per pranzo a bordo.
Si prosegue la navigazione fino a Monterosso.

CINQUE TERRE

Il capitano offrirà un aperitivo a base di stuzzichini, tra i quali non può mancare la Focaccia.

Rientro in centro a La Spezia intorno alle ore 18:00

IMBARCAZIONI

CHI PUO’ PARTECIPARE

Le escursioni giornaliere in barca a vela sono aperte a partecipanti di qualsiasi età ed esperienza, e la formula dell’uscita in giornata rende l’attività particolarmente indicata per partecipanti alla prima esperienza: se avete paura di soffrire il mal di mare o di non riuscire ad adattarvi facilmente alla vita a bordo, le gite giornaliere in barca a vela vi offrono la possibilità di provare questa esperienza senza eccessivi vincoli e di apprezzare al meglio il piacere della navigazione.

ALTRE INFORMAZIONI UTILI

Non dimenticate costume, asciugamano e crema solare!

Una Giornata in barca a vela è adatta a tutti, non è richiesta esperienza, solo un pizzico di spirito di avventura e passione per il mare.

Per i più audaci può essere un’ottima occasione per imparare l’arte della navigazione a vela, guidati da uno skipper esperto che potrà farvi assaporare un mix di relax e divertimento.

Per chi invece è alla ricerca di una giornata rilassante potrà essere cullato dal dondolio delle onde, e dal loro rumore quando si infrangono contro l’imbarcazione.

Inoltre, non è impossibile avvistare qualche delfino, sia all’interno del Golfo, che fuori, in mare aperto. Una fantastica occasione per ammirare questi meravigliosi animali nel loro habitat!

PRENOTAZIONE E PREROGATIVE

Non ci occupiamo della formazione di gruppi misti. Prendiamo prenotazioni per soli gruppi già formati, dalle 4 alle 10 persone, con barca in esclusiva.

Il programma è da ritenersi indicativo e soggetto a variazioni in base alle condizioni meteomarine e a insindacabile giudizio del comandante.

Non esitare a contattarci per ricevere maggiori informazioni e disponibilità o per un preventivo gratuito: concorderemo insieme tutti i dettagli dell’uscita!

Tellaro: uno dei borghi più belli d’Italia

Tellaro è la frazione più orientale del comune di Lerici, recensito come uno dei borghi più belli d’Italia. Il paese è un piccolo borgo marinaro, arroccato su una scogliera che si affaccia sul Golfo della Spezia, fatto di viuzze strette e intrecciate che portano a tante casette colorate.

Per raggiungerlo si percorre una via panoramica affacciata sul mare, che passa per Maralunga e Fiascherino. Il borgo è inoltre raggiungibile percorrendo alcuni sentieri pedonali che dai borghi scendono verso il mare, anche se con una certa difficoltà, per la natura aspra e impervia delle terrazze digradanti sul mare.

Dalla chiesa di San Giorgio si può raggiungere una delle spiagge di Tellaro, dotata di porticciolo e di una scogliera perfetta per prendere il sole.
Percorsi pedonali conducono invece alle altre spiagge, libere e attrezzate, di Fiascherino.


Tellaro, infine, è una delle borgate marinare che ogni anno partecipano al Palio del Golfo.

STORIA

È nel 1300, che la storia di Tellaro inizia. Nei villaggi vicini si diffuse un’epidemia di peste, e i sopravvissuti si stabilirono qui, in quest’angolo del Golfo dei Poeti.
Successivamente, il borgo servì a controllare gli invasori che arrivavano dal mare. Ancora oggi si possono ammirare le mura che circondano le case, e due delle tre torri d’avvistamento, una delle quali si trova all’interno dell’Oratorio di Santa Maria, mentre l’altra è oggi il campanile della chiesa di San Giorgio.

CURIOSITA’

Il patrono di Tellaro è San Giorgio, festeggiato il 23 aprile.
Al Santo soldato è dedicata l’antica chiesa del XVI secolo che si innalza sulla scogliera.

Suggestive storie sono legate al borgo. Tra le più famose leggende vi è quella che racconta del salvataggio di Tellaro da un attacco notturno dei pirati saraceni provenienti dal nordafrica ad opera d’un polpo gigante che destò la popolazione suonando a martello le campane della chiesa di San Giorgio.

Tradizionale è, anche per questo, la Sagra del Polpo, che si svolge ogni anno la seconda domenica d’agosto, organizzata dall’Unione Sportiva attiva nel borgo ligure.

Tra le feste paesane di particolare suggestione vi è il Natale Subacqueo che celebra la nascita del Gesù, la notte di Natale. Ogni anno la statua del bambino emerge dalle acque trasportata da un gruppo di subacquei e viene depositata nella mangiatoia, in una cornice di oltre 8.000 lumini e festeggiando con fuochi d’artificio sul mare.

Tellaro è stato meta di tanti autori come lo scrittore e giornalista Mario Soldati, che scelse di trascorrere qui la sua vecchiaia, ma anche pittori e poeti italiani e stranieri, conquistati dalla bellezza di un luogo tanto antico. Eugenio Montale vi si fermò durante un viaggio in treno, e dedicò al borgo una poesia.

Torre Scola

TORRE SCOLA

La torre Scuola – o torre di San Giovanni Battista o Torre Scola è un edificio militare, costruito dalla Repubblica di Genova nel 1606, su di un isolotto poco oltre la punta nordorientale dell’Isola Palmaria nel Golfo della Spezia.
Il nome “Scola” significa parrocchia e cappella rurale. Con esso si denominava la vicina punta dell’isola Palmaria, dove sembra ci sia stata un’antichissima fondazione religiosa e dove in seguito sorse il monastero benedettino di San Giovanni Battista.
La torre fa parte delle postazioni difensive della Palmaria.  

CARATTERISTICHE

È di forma pentagonale, poggia su un basamento realizzato con grossi conci quadrati. Ha uno spessore medio delle mura di circa 4 metri; un diametro esterno di 35 metri e raggiunge i 20 metri sopra il livello del mare.
È capace di ospitare fino a otto persone – otto soldati, un capitano e un mastro bombardero – dieci cannoni e in grado di coprire a fuoco il braccio di mare tra la baia della Palmaria, la baia dell’Olivo a Porto Venere e il seno di Lerici.
Ogni angolo aveva una torre sporgente a pianta poligonale o circolare. In ogni facciata era presente un’apertura che permetteva alla guarnigione di osservare le navi in transito.
Con la dominazione napoleonica fu al centro degli scontri navali del 23 gennaio 1800 tra le flotte inglesi e francesi. Per allontanare quest’ultimi dal golfo spezzino, tanto che per i danni subiti dalle cannonate, fu deciso il totale abbandono già nella prima metà del XIX secolo.
Scongiurata la demolizione completa nel 1915, prevista dalla Marina Militare; e cancellata dopo l’interessamento di Ubaldo Mazzini che da ispettore ai monumenti fece un’apposita segnalazione al Ministero della pubblica istruzione; si decise di convertire la torre a faro di segnalazione.
Tra il 1976 e il 1980 la struttura ha subito radicali interventi di restauro e di consolidamento delle mura perimetrali.
I segni delle numerose cannonate alla base della fortificazione non sono dovuti ad attacchi nemici; ma al fuoco della nostra artiglieria che, in tempi imprecisati, durante le esercitazioni, l’ha presa come bersaglio. La stessa sorte è toccata al Monastero del Tino.

Torre Scola non è visitabile, in quanto edificio militare.

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Isola Palmaria

L’isola Palmaria si trova nel mar Ligure, all’estremità occidentale del Golfo della Spezia.
È la più grande isola dell’Arcipelago Spezzino e di tutte le cinque isole liguri, con un’area di 1,89 km quadrati.

Si trova di fronte al borgo di Porto Venere, da cui è separata da uno stretto braccio di mare detto Le bocche.

ISOLA PALMARIA - LA SPEZIA - PORTOVENERE

Dal 1997 l’isola Palmaria, insieme alle altre isole del Tino e del Tinetto, a Porto Venere e alle Cinque Terre, fa parte dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

STORIA

San Venerio – monaco cristiano ed eremita italiano, venerato come santo dalla Chiesa cattolica, patrono del Golfo della Spezia e protettore dei fanalisti – nacque sull’isola Palmaria intorno all’anno 560.
Avrebbe anche iniziato la sua vita di religioso nel monastero di San Giovanni sulla stessa isola.
Oggi del piccolo monastero tenuto dai Benedettini non esiste più traccia; ma sembra certo che in periodo di basso medioevo accanto al convento vi fosse costituito anche un piccolo, ben ordinato borgo.
Ai primi del XII secolo l’isola venne ceduta dai Signori di Vezzano alla repubblica di Genova.
Ricca di vigneti e di uliveti, durante il periodo delle guerre tra Genovesi e Pisani subì ripetute devastazioni; in particolare nel 1282 ingenti forze pisane distrussero il borgo e la chiesa, mentre il tempo ha cancellato ogni memoria degli edifici.

Fino alla Seconda Guerra Mondiale, Palmaria è stata una base militare di notevole rilevanza.
Sul suo territorio sono tuttora dislocate fortificazioni, torri d’avvistamento e batterie poste a difesa del golfo della Spezia.
Per diversi secoli, Palmaria è stata anche un importante sito per l’estrazione di un prezioso marmo, il portoro. L’attività estrattiva è testimoniata dalla presenza di numerose cave in disuso, soprattutto nella parte meridionale dell’isola.

Cosa vedere sull’Isola

Forte Cavour

Il forte Cavour è una fortificazione situata sulla vetta dell’isola.
Fa parte del sistema fortificato del Golfo della Spezia e delle postazioni difensive della Palmaria.
Il Forte Cavour è situato intorno ai 190 metri di altitudine, al termine del Sentiero dei Condannati.

FORTE CAVOUR - ISOLA PALMARIA - LA SPEZIA

Sebbene concepita già nel periodo napoleonico, la fortezza fu portata a termine verso la metà dell’800, appena dopo l’Unità d’Italia, ed è rimasta operativa fino alla Seconda Guerra Mondiale.
Il Forte Cavour è oggi inaccessibile, sia perché pericolante, sia perché è tuttora considerato un’area militare.
La struttura si presenta completamente avvolta dalla vegetazione, tanto lungo il perimetro quanto sulla sua sommità: il forte è stato ricoperto da uno strato di terra, riconquistato dalla natura.
Questo spiega come mai, nonostante le sue enormi dimensioni, sia difficilmente individuabile, a prima vista, sia dalla vicina Portovenere che dalle foto satellitari.

Vecchie Cave

VECCHIE CAVE PORTORO - ISOLA PALMARIA - LA SPEZIA

L’Isola Palmaria è stata per molto tempo un’importante sito per l’estrazione di marmo. L’ultima cava a chiudere, negli anni ’80, fu quella situata nella punta meridionale di Palmaria.
In questa zona, proprio di fronte l’isola di Tino, a pochi passi dalla spiaggia del Pozzale, sono ancora visibili le dimore degli operai ed i moli che servivano per imbarcare i blocchi di marmo.

L’isola Palmaria ospitava ben cinque cave di portoro, un marmo pregiato e antico, quasi 300 milioni di anni; caratterizzato da un’abbondante presenza di sostanza organica, che gli conferisce il caratteristico colore nero di base, e da screziature giallo-oro dovute a parziale dolomitizzazione. L’opera di estrazione continuò fino al 1983 quando anche l’ultima cava, la Caletta, situata di fronte al Tino, fu chiusa a causa del degrado ambientale a cui l’isola stava inesorabilmente andando incontro.

Punta Carlo Alberto

E’ forse il punto panoramico più interessante di Palmaria: la distanza tra Palmaria a Portovenere è di poco superiore ai 100 metri, e regala così una vista emozionante sulla Chiesa di San Pietro, adagiata sulla sua penisola, e sulla parete rocciosa del Muzzerone che domina il tratto di costa retrostante.
Punta Carlo Alberto è facilmente raggiungibile attraverso una passeggiata di pochi minuti dall’approdo di Punta Secco o di Terrizzo, seguendo il sentiero costiero.

PUNTA CARLO ALBERTO - ISOLA PALMARIA - LA SPEZIA

Una struttura difensiva si trova sulle alture del promontorio che divide Cala Alberto, da una parte, e la spiaggia libera attrezzata di Punta Secco. La batteria era costituita da tre cannoni fissi e due mobili che proteggevano il tratto di mare fra l’isola e Portovenere. Nasceva a protezione di una barriera fisica, costituita da zatteroni in legno legati da catene, che veniva disposta sulla superficie del mare, dalla terra ferma all’isola Palmaria, per impedire la navigazione durante i conflitti. Oggi della struttura restano solo pochi ruderi. La batteria deve il suo nome alla memoria di una visita, nel 1836, dell’allora Re Carlo Alberto a Porto Venere e all’isola Palmaria. In onore del re venne eretto un monumento proprio di fronte alle Bocche, tratto di mare che da Palmaria guarda verso la chiesetta di San Pietro.

Torre Corazzata Umberto I

TORRE CORRAZZATA UMBERTO I - ISOLA PALMARIA - LA SPEZIA

La Torre Corazzata Umberto I è situata sulla parte orientale dell’isola Palmaria, Punta della Scuola, proprio di fronte lo scoglio che da 500 anni fa da base alla Torre Scola.
La Torre Umberto I è stata recentemente recuperata, grazie anche a fondi europei, ed aperta al pubblico.

Questo forte, conosciuto oggi anche come “Fortezza del Mare”, è stato costruito a scopo difensivo sotto il Regno d’Italia, fra il 1887 e il 1890. Venne dotato di una batteria di cannoni che potevano sparare sulla linea del mare per fronteggiare un eventuale attacco. La struttura difensiva era particolarmente moderna per la sua epoca e ancora oggi viene considerata una delle più innovative strutture belliche del Novecento, con le sue enormi batterie mosse da macchine a vapore.
Negli anni Trenta del secolo scorso il forte fu inizialmente potenziato nei suoi armamenti con una batteria aerea; ma negli anni Cinquanta divenne per un breve periodo un carcere militare.
Recentemente è stato ristrutturato al fine di consentirne ai visitatori la sua fruizione, trasformandolo in un centro culturale per la divulgazione grazie agli spazi espositivi e congressuali.
La costruzione fortificata ha un particolare valore architettonico anche per la sua eleganza dovuta al massiccio impiego di portoro.

Spiagge

L’isola Palmaria presenta una costa prevalentemente alta e rocciosa, motivo per cui le spiagge facilmente accessibili sono poche e non molto estese, composte di ghiaia mista a grosse pietre e scogli.

Punta Secco

La spiaggia di Punta Secco è situata proprio di fronte a Portovenere.
Si tratta di una spiaggia libera, che durante l’estate attiva un’area attrezzata gestita dal bar-ristorante Il Gabbiano.

PUNTA SECCO - SPIAGGIA - PALMARIA

Pozzale

La Spiaggia del Pozzale, si trova sul versante opposto dell’isola, di fronte all’isola di Tino, ai piedi di un piccolo bosco di lecci.
È raggiungibile tramite un sentiero, o grazie al servizio traghetto.
È presente un unico ristorante che riporta lo stesso nome della località, il Pozzale.

POZZALE - PALMARIA

Sentieri

SENTIERI - ISOLA PALMARIA - LA SPEZIA

L’isola offre una serie di sentieri da percorrere sia con l’ausilio di escursioni guidate, nel caso di viaggiatori più inesperti, sia in autonomia per i più pratici.
Giunti sull’isola partendo dal porto Terrizzo, sono indicati diversi sentieri tra cui quello panoramico che a tratti è classificato come difficile ma che con un minimo di allenamento e buona volontà regalerà in cambio grandi soddisfazioni. Questo sentiero è il più completo. Attrezzato con molti cartelli, permette ai visitatori di non perdersi e godersi la calma che la fauna di questo paradiso è in grado di donare.

Procedendo per il sentiero in senso orario si potrà seguire un cambiamento graduale di salita.
L’intera isola è percorribile nell’arco di meno di tre ore.
La prima parte, offre la magnifica vista del golfo, da La Spezia alla Versilia fino all’arcipelago toscano, e se la giornata è limpida e soleggiata è possibile vedere anche la Gorgona.
Proseguendo, si arriverà di fronte ad un bivio dove girando a sinistra si potrà ammirare la Torre Corazzata Umberto I, che è visitabile nei fine settimana durante il periodo estivo, oppure proseguire dritto.
Continuando con il percorso, una deviazione sulla destra dà la possibilità di arrivare in un punto panoramico. Dopodiché si giunge alla celebre spiaggia dei Gabbiani, fino a raggiungere il Pozzale nella parte meridionale dell’isola dove si può vedere la ex-cava di Portoro, un pregiato marmo nero con striature dorate.
Infine si giunge alla parte più emozionante del percorso, che regala un quadro di colori unici e un momento di pura pace e incontro con la natura stessa. Innumerevoli costruzioni storiche: dal forte Conte di Cavour alla Batteria sperimentale, dopo le quali il percorso diviene a strapiombo sul mare, sprigionando la magia di questo luogo.
Si giunge infine alla Torretta, la parte più alta dell’isola, che offre una vista mozzafiato su Portovenere e tutto il Litorale retrostante, per poi ridiscendere e ritornare alle Spiagge, nella parte bassa dell’Isola, di fronte a Portovenere.

Come arrivare sull’Isola Palmaria

Nei mesi estivi è attivo un collegamento diretto tramite traghetto da La Spezia, con partenza da Passeggiata Morin ed arrivo presso gli approdi di Terrizzo e/o Pozzale.

Sono invece attivi tutto l’anno i traghetti da Portovenere a Palmaria.
La biglietteria della Cooperativa dei Barcaioli di Porto Venere si trova vicino alla piazza principale, all’ingresso del borgo.

Per quanto riguarda il lato opposto dell’Isola di Palmaria, ossia la spiaggia del Pozzale, esistono collegamenti diretti sia da Portovenere che dalla Spezia, ma soltanto durante l’estate.

Lerici

Lerici, o Lerze nella variante locale, è un comune della provincia della Spezia in Liguria.
Con il capoluogo di provincia e Porto Venere è uno dei tre comuni che si affacciano sul Golfo dei Poeti.
La sua frazione Tellaro è compresa nel circuito dei borghi più belli d’Italia.

Per molti anni, Lerici ha ospitato Lord Byron, Mary Shelley e Percy Bysshe Shelley.
È uno dei borghi marinari più famosi della Liguria e del nord dell’Italia in generale.
Perla della Riviera di Levante, è affacciata sul Golfo dei Poeti, al centro di una piccola insenatura dominata da un promontorio su cui si erge il Castello, oggi sede del Museo geopaleontologico.

Nei pressi della passeggiata ci sono numerose spiagge dorate e sabbiose che meritano da anni la Bandiera Blu.
In direzione La Spezia, oltre la Venere Azzurra, si trova la frazione di San Terenzo.
Fa parte del territorio comunale anche la splendida frazione di Fiascherino, con le sue bellissime spiagge e la rigogliosa natura. Proseguendo verso Montemarcello, superata Fiascherino si raggiunge Tellaro, piccolo borgo di pescatori che fa parte del circuito dei borghi più belli d’Italia.

Ogni primo sabato di luglio si celebra la Festa di Sant’Erasmo, patrono dei naviganti, con una grande processione notturna nella baia illuminata con migliaia di lumini. La statua è trasportata per le vie del borgo e poi a bordo di un traghetto scortato da numerose barche viene condotta a Tellaro e San Terenzo. La processione termina con i tradizionali fuochi artificiali.

COSA VEDERE A LERICI

1. Castello di Lerici

CASTELLO DI LERICI - LA SPEZIA

Avvicinandosi a Lerici via mare, si rimarrà colpiti dalla mole imponente del suo castello, del 1152, che si trova a picco sul mare.
Il castello storicamente non è stato mai espugnato, neanche durante le guerre tra guelfi e ghibellini.

La sua posizione è strategica, sul promontorio che chiude l’insenatura, infatti dai suoi bastioni si ammira un panorama che toglie il fiato, ed è stato voluto proprio lì dalla Repubblica Marinara di Pisa per poi essere rimodernato nel ‘500 dai genovesi.

Il castello è oggi una struttura polifunzionale, sede sia del Museo Geopaleontologico che del Museo del Giocattolo.
All’interno del Castello vi è anche la Cappella di Sant’Anastasia in stile gotico ligure.

2. Centro Storico

Il centro storico di Lerici è caratterizzato dal chiudere e aprirsi di vicoli e scorci tipici.
Lerici possiede anche un ghetto ebraico: come cittadina marinara e portuale è normale che abbia visto sin dall’antichità la presenza di questo popolo. 

CENTRO STORICO DI LERICI - LA SPEZIA

Si giunge poi in Piazza Garibaldi, una delle principali Piazze del paese. Da lì si può notare l’Oratorio di San Rocco, così dedicato perché il Santo è generalmente associato alla protezione contro pestilenze e malattie simili. Proseguendo si giunge alla Chiesa parrocchiale di San Francesco, del ‘600, più nota come Santuario di Nostra Signora di Maralunga, nome dovuto al il dipinto su tavola del 1480 che leggenda vuole trovato in circostanze miracolose nelle vicinanze dell’omonimo promontorio.

3. San Terenzo

LERICI - SAN TERENZO - LA SPEZIA

Un antico porto marinaro, noto già in epoca medievale, con il suo bel lungomare, con un Castello del 1400, Villa Marigola immersa nel verde del parco, un Golf Club vista mare, Villa Magni che ha ospitato P.B. Shelley, Mary Shelley e Lord Byron.

San Terenzo si gode per la passeggiata a ponente, sotto le rocce e la torre del Castello, e la passeggiata “da castello a castello” che collega invece le due fortezze di Lerici e San Terenzo.

5. Tellaro

Tellaro, nominato tra i “Borghi più Belli d’Italia”. Il centro si inerpica intorno alla piazzetta d’accesso: le casette antiche, il profumo di limone e il fucsia delle buganville. L’itinerario porta fino al piccolo porticciolo dove si riconosce la piccola, ma pittoresca, Chiesa di San Giorgio: la sua abside, a picco sul mare regala una meravigliosa vista su Portovenere, Palmaria e sulle isole del Tino e del Tinetto.

LERICI - TELLARO - LA SPEZIA

4. Spiagge

Lerici, a differenza di altri piccoli comuni delle costiera ligure, ha il vantaggio di presentare lunghe spiagge bianche, che ricevono il titolo di Bandiera Blu da diversi anni.

La Spiaggia Venere Azzurra si trova tra Lerici e San Terenzo: è una spiaggia libera ma ben attrezzata con possibilità di noleggiare sdraio e ombrelloni. Alle sue spalle ci sono le colline, mentre il mare si apre sulle isole di Tino e Palmaria e, nelle giornate particolarmente limpide, è possibile godere anche di Gorgona.

LERICI - SPIAGGIA VENERE AZZURRA - LA SPEZIA

Sulla spiaggia vi sono tre punti di ristoro ed è particolarmente animata di vari servizi durante il giorno.

LERICI - SPIAGGIA BAIA BLU - LA SPEZIA

La spiaggia Baia Blu si trova tra Punta Santa Teresa, anticamente nota come Promontorio dell’Oca Pelata, e Punta Galera.
La Baia Blu è dominata principalmente dallo storico stabilimento balneare che con la completa ristrutturazione del 2007 è diventata una delle poche spiagge del litorale che ha completamente abbattuto le barriere architettoniche, con due ascensori per l’accesso, servizi e docce dedicati. Diventando un luogo adatto alle esigenze di tutta la famiglia.
Il Litorale conserva comunque uno spazio di Spiaggia Libera.

Le due spiagge di Fiascherino, si trovano lungo la strada che dal centro di Lerici conduce alla frazione di Tellaro, tra la Punta di Mezzana e la Punta di Treggiano.
La baia di Fiascherino è caratterizzata da fondale profondo, risalita facile e altezze variabili.

SPIAGGIA FIASCHERINO - LA SPEZIA

Castagnaccio

CASTAGNACCIO

Il Castagnaccio è un dolce tipico autunnale che si diffuse da prima nelle zone dell’Appenino ligure, dove la cultura della castagna era alla base dell’alimentazione locale e raggiunse la popolarità successivamente anche nel resto della regione.

Si tratta di un piatto semplice che si ottiene facendo cuocere nel forno un impasto di farina di castagne, acqua, olio extravergine d’oliva, pinoli e uvetta.

L’accompagnamento ideale del castagnaccio sono la ricotta o il miele di castagno, il vino novello, o i vini dolci come il vin santo.

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Farinata

FARINATA

La Farinata, è una torta salata dalla storia antica. Molto bassa, creata impastando farina di ceci, acqua, sale e olio extravergine di oliva.

Sono diverse le preparazioni di origine latina e greca a base di ceci e cotte in forno, ma la leggenda vuole che sia stata una battaglia, quella fra Genova e Pisa del 1284, conosciuta come battaglia della Meloria, a generare le condizioni perché questa ricetta fosse messa a punto, complice un evento sfortunato: una terribile tempesta durante la quale, in una galea genovese, alcuni barili d’olio e dei sacchi di ceci si rovesciarono, inzuppandosi di acqua salata. I marinai cercarono di recuperare il più possibile di queste preziose provviste, mettendo in alcuni contenitori purea di ceci, acqua e olio d’oliva. Lasciato al sole per un giorno, questo impasto divenne secco; ma i membri dell’equipaggio, presi dai morsi della fame, la mangiarono voracemente, accorgendosi così della sua bontà. Una volta tornati sulla terraferma i genovesi pensarono di migliorare la ricetta scoperta per caso, cuocendo la purea in forno.

La preparazione della farinata è diffusa in molte zone del nord ovest dell’Italia; ma soprattutto in Liguria, dove viene chiamata fainâ de çeixai, mentre in Toscana, è conosciuta come cecìna (Pisa) o torta di ceci (Livorno).

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Focaccia o “Fugassa”

FOCACCIA o “FUGASSA”

La focaccia, in dialetto “a fügassa”, è una specialità tipica della cucina ligure, le cui origini si smarriscono nella notte dei tempi, praticamente da quando l’uomo ha cominciato ad usare la fiamma, visto che è proprio da “fuoco” che nasce il nome di questo alimento.

È famosa in tutto il mondo anche se è praticamente impossibile ricreare la sua fragranza e la sua bontà al di fuori del capoluogo ligure, quindi per gustare la vera focaccia bisogna recarsi sul luogo d’origine.

La tradizione la vuole alta mediamente due centimetri, croccante e allo stesso tempo morbida e friabile, lucida d’olio e per nulla gommosa!

La particolarità della preparazione sta nella lunga lievitazione, che deve durare non meno di 20 ore. Inoltre, per tradizione, deve essere cotta nel forno a legna.

Si può gustare a colazione, intinta nel cappuccino, come vuole la tradizione nata dai pescatori, anche se è considerata principalmente uno snack e gustata soprattutto fra un pasto e l’altro, ma la si può mangiare in ogni momento della giornata!

Spesso è un’alternativa al panino per un pranzo veloce. Soprattutto d’estate, ripiena di salumi e formaggi diventa il pasto perfetto da portare in spiaggia.

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