Lerici

Lerici, o Lerze nella variante locale, è un comune della provincia della Spezia in Liguria.
Con il capoluogo di provincia e Porto Venere è uno dei tre comuni che si affacciano sul Golfo dei Poeti.
La sua frazione Tellaro è compresa nel circuito dei borghi più belli d’Italia.

Per molti anni, Lerici ha ospitato Lord Byron, Mary Shelley e Percy Bysshe Shelley.
È uno dei borghi marinari più famosi della Liguria e del nord dell’Italia in generale.
Perla della Riviera di Levante, è affacciata sul Golfo dei Poeti, al centro di una piccola insenatura dominata da un promontorio su cui si erge il Castello, oggi sede del Museo geopaleontologico.

Nei pressi della passeggiata ci sono numerose spiagge dorate e sabbiose che meritano da anni la Bandiera Blu.
In direzione La Spezia, oltre la Venere Azzurra, si trova la frazione di San Terenzo.
Fa parte del territorio comunale anche la splendida frazione di Fiascherino, con le sue bellissime spiagge e la rigogliosa natura. Proseguendo verso Montemarcello, superata Fiascherino si raggiunge Tellaro, piccolo borgo di pescatori che fa parte del circuito dei borghi più belli d’Italia.

Ogni primo sabato di luglio si celebra la Festa di Sant’Erasmo, patrono dei naviganti, con una grande processione notturna nella baia illuminata con migliaia di lumini. La statua è trasportata per le vie del borgo e poi a bordo di un traghetto scortato da numerose barche viene condotta a Tellaro e San Terenzo. La processione termina con i tradizionali fuochi artificiali.

COSA VEDERE A LERICI

1. Castello di Lerici

CASTELLO DI LERICI - LA SPEZIA

Avvicinandosi a Lerici via mare, si rimarrà colpiti dalla mole imponente del suo castello, del 1152, che si trova a picco sul mare.
Il castello storicamente non è stato mai espugnato, neanche durante le guerre tra guelfi e ghibellini.

La sua posizione è strategica, sul promontorio che chiude l’insenatura, infatti dai suoi bastioni si ammira un panorama che toglie il fiato, ed è stato voluto proprio lì dalla Repubblica Marinara di Pisa per poi essere rimodernato nel ‘500 dai genovesi.

Il castello è oggi una struttura polifunzionale, sede sia del Museo Geopaleontologico che del Museo del Giocattolo.
All’interno del Castello vi è anche la Cappella di Sant’Anastasia in stile gotico ligure.

2. Centro Storico

Il centro storico di Lerici è caratterizzato dal chiudere e aprirsi di vicoli e scorci tipici.
Lerici possiede anche un ghetto ebraico: come cittadina marinara e portuale è normale che abbia visto sin dall’antichità la presenza di questo popolo. 

CENTRO STORICO DI LERICI - LA SPEZIA

Si giunge poi in Piazza Garibaldi, una delle principali Piazze del paese. Da lì si può notare l’Oratorio di San Rocco, così dedicato perché il Santo è generalmente associato alla protezione contro pestilenze e malattie simili. Proseguendo si giunge alla Chiesa parrocchiale di San Francesco, del ‘600, più nota come Santuario di Nostra Signora di Maralunga, nome dovuto al il dipinto su tavola del 1480 che leggenda vuole trovato in circostanze miracolose nelle vicinanze dell’omonimo promontorio.

3. San Terenzo

LERICI - SAN TERENZO - LA SPEZIA

Un antico porto marinaro, noto già in epoca medievale, con il suo bel lungomare, con un Castello del 1400, Villa Marigola immersa nel verde del parco, un Golf Club vista mare, Villa Magni che ha ospitato P.B. Shelley, Mary Shelley e Lord Byron.

San Terenzo si gode per la passeggiata a ponente, sotto le rocce e la torre del Castello, e la passeggiata “da castello a castello” che collega invece le due fortezze di Lerici e San Terenzo.

5. Tellaro

Tellaro, nominato tra i “Borghi più Belli d’Italia”. Il centro si inerpica intorno alla piazzetta d’accesso: le casette antiche, il profumo di limone e il fucsia delle buganville. L’itinerario porta fino al piccolo porticciolo dove si riconosce la piccola, ma pittoresca, Chiesa di San Giorgio: la sua abside, a picco sul mare regala una meravigliosa vista su Portovenere, Palmaria e sulle isole del Tino e del Tinetto.

LERICI - TELLARO - LA SPEZIA

4. Spiagge

Lerici, a differenza di altri piccoli comuni delle costiera ligure, ha il vantaggio di presentare lunghe spiagge bianche, che ricevono il titolo di Bandiera Blu da diversi anni.

La Spiaggia Venere Azzurra si trova tra Lerici e San Terenzo: è una spiaggia libera ma ben attrezzata con possibilità di noleggiare sdraio e ombrelloni. Alle sue spalle ci sono le colline, mentre il mare si apre sulle isole di Tino e Palmaria e, nelle giornate particolarmente limpide, è possibile godere anche di Gorgona.

LERICI - SPIAGGIA VENERE AZZURRA - LA SPEZIA

Sulla spiaggia vi sono tre punti di ristoro ed è particolarmente animata di vari servizi durante il giorno.

LERICI - SPIAGGIA BAIA BLU - LA SPEZIA

La spiaggia Baia Blu si trova tra Punta Santa Teresa, anticamente nota come Promontorio dell’Oca Pelata, e Punta Galera.
La Baia Blu è dominata principalmente dallo storico stabilimento balneare che con la completa ristrutturazione del 2007 è diventata una delle poche spiagge del litorale che ha completamente abbattuto le barriere architettoniche, con due ascensori per l’accesso, servizi e docce dedicati. Diventando un luogo adatto alle esigenze di tutta la famiglia.
Il Litorale conserva comunque uno spazio di Spiaggia Libera.

Le due spiagge di Fiascherino, si trovano lungo la strada che dal centro di Lerici conduce alla frazione di Tellaro, tra la Punta di Mezzana e la Punta di Treggiano.
La baia di Fiascherino è caratterizzata da fondale profondo, risalita facile e altezze variabili.

SPIAGGIA FIASCHERINO - LA SPEZIA

Castagnaccio

CASTAGNACCIO

Il Castagnaccio è un dolce tipico autunnale che si diffuse da prima nelle zone dell’Appenino ligure, dove la cultura della castagna era alla base dell’alimentazione locale e raggiunse la popolarità successivamente anche nel resto della regione.

Si tratta di un piatto semplice che si ottiene facendo cuocere nel forno un impasto di farina di castagne, acqua, olio extravergine d’oliva, pinoli e uvetta.

L’accompagnamento ideale del castagnaccio sono la ricotta o il miele di castagno, il vino novello, o i vini dolci come il vin santo.

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Farinata

FARINATA

La Farinata, è una torta salata dalla storia antica. Molto bassa, creata impastando farina di ceci, acqua, sale e olio extravergine di oliva.

Sono diverse le preparazioni di origine latina e greca a base di ceci e cotte in forno, ma la leggenda vuole che sia stata una battaglia, quella fra Genova e Pisa del 1284, conosciuta come battaglia della Meloria, a generare le condizioni perché questa ricetta fosse messa a punto, complice un evento sfortunato: una terribile tempesta durante la quale, in una galea genovese, alcuni barili d’olio e dei sacchi di ceci si rovesciarono, inzuppandosi di acqua salata. I marinai cercarono di recuperare il più possibile di queste preziose provviste, mettendo in alcuni contenitori purea di ceci, acqua e olio d’oliva. Lasciato al sole per un giorno, questo impasto divenne secco; ma i membri dell’equipaggio, presi dai morsi della fame, la mangiarono voracemente, accorgendosi così della sua bontà. Una volta tornati sulla terraferma i genovesi pensarono di migliorare la ricetta scoperta per caso, cuocendo la purea in forno.

La preparazione della farinata è diffusa in molte zone del nord ovest dell’Italia; ma soprattutto in Liguria, dove viene chiamata fainâ de çeixai, mentre in Toscana, è conosciuta come cecìna (Pisa) o torta di ceci (Livorno).

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Focaccia o “Fugassa”

FOCACCIA o “FUGASSA”

La focaccia, in dialetto “a fügassa”, è una specialità tipica della cucina ligure, le cui origini si smarriscono nella notte dei tempi, praticamente da quando l’uomo ha cominciato ad usare la fiamma, visto che è proprio da “fuoco” che nasce il nome di questo alimento.

È famosa in tutto il mondo anche se è praticamente impossibile ricreare la sua fragranza e la sua bontà al di fuori del capoluogo ligure, quindi per gustare la vera focaccia bisogna recarsi sul luogo d’origine.

La tradizione la vuole alta mediamente due centimetri, croccante e allo stesso tempo morbida e friabile, lucida d’olio e per nulla gommosa!

La particolarità della preparazione sta nella lunga lievitazione, che deve durare non meno di 20 ore. Inoltre, per tradizione, deve essere cotta nel forno a legna.

Si può gustare a colazione, intinta nel cappuccino, come vuole la tradizione nata dai pescatori, anche se è considerata principalmente uno snack e gustata soprattutto fra un pasto e l’altro, ma la si può mangiare in ogni momento della giornata!

Spesso è un’alternativa al panino per un pranzo veloce. Soprattutto d’estate, ripiena di salumi e formaggi diventa il pasto perfetto da portare in spiaggia.

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Porto Venere

Porto Venere, scritto anche Portovenere, è un comune della provincia della Spezia in Liguria.

Nel 1997, insieme con le isole Palmaria, Tino, Tinetto e le Cinque Terre è stato inserito tra i patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

Portovenere è una piccola città ligure che si trova vicino a La Spezia.

Situato nel Golfo dei Poeti è famoso per le sue case colorate e per le sue bellezze: il vecchio castello, chiese antiche, pittoresche isole con tante grotte.

Cosa vedere a Porto Venere

1. Palazzata a Mare

PORTOVENERE - LA SPEZIA

La peculiarità di Porto Venere: le case strette e verticali, tutte coloratissime, che costeggiano la passeggiata sul mare, fino ad arrivare a San Pietro.

2. Chiesa di San Pietro

Costruita nel XIII secolo sui resti di un vecchio tempio pagano, si erge a strapiombo sul mare, composta da due edifici: uno più recente, in stile gotico, e uno antico, in stile romanico.

CHIESA DI SAN PIETRO - PORTOVENERE - LA SPEZIA

3. Grotta Byron

La Grotta di Lord Byron si trova a pochi metri dalla Chiesa di San Pietro, dove un’apertura nella roccia contiene una lastra bianca che recita: “Questa grotta ispiratrice di Lord Byron ricorda l’immortale poeta che ardito nuotatore sfidò le onde del mare da Portovenere a Lerici.”

Si tramanda da anni e anni la leggenda per cui Lord Byron, noto per la sua fama di poeta maledetto e libertino, simbolo di una nuova generazione di intellettuali e artisti, nuotò per ben 8 chilometri per raggiungere il poeta Shelley suo amico, che all’epoca soggiornava nella vicina Lerici.

L’ambiente sottomarino della grotta è incredibilmente affascinante, con un fondo sabbioso e acque ricche di pesci come sogliole e seppie. Altrettanto affascinanti sono le sue pareti di roccia, ricoperte da piccoli crostacei e anemoni dai diversi colori.

4. Isola Palmaria

L’Isola di Palmaria, con un’area di 1,89 km quadrati è la più grande isola dell’Arcipelago Spezzino e di tutte le cinque isole liguri.
Posta di fronte al borgo di Porto Venere, da cui è separata da uno stretto braccio di mare detto Le bocche, è parte di un arcipelago costituito anche dalle isole del Tino e del Tinetto.

Dal 1997, insieme alle altre isole del Tino e del Tinetto, a Porto Venere e alle Cinque Terre, è stata inserita tra i Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

ISOLA PALMARIA E PORTOVENERE - LA SPEZIA

5. Porta del borgo e Carugio

BORGO E CARUGIO - PORTOVENERE - LA SPEZIA

La Porta del Borgo, rimasta intatta dal XII secolo, raggiungibile da Piazza Bastreri, permette l’accesso al centro storico: il Carugio, ovvero l’asse principale del paese, di fatto Via Giovanni Cappellini. Una vietta stretta tra case e piccoli negozietti di souvenir ma anche bar, friggitorie, panetterie, e tanto altro.

Il Carugio si estende parallelamente al lungomare e percorrendolo tutto, si arriva nel piazzale che precede San Pietro e da cui si accede alla Grotta Byron.

6. Chiesa di San Lorenzo: Santuario della Madonna Bianca

La Chiesa di San Lorenzo è stata costruita dai Genovesi nel 1130 e ha subito diversi restauri nel corso della sua storia.

Si presenta a tre navate, con grandi arcate supportate da colonne di pietra nera locale. All’interno della chiesa si possono ammirare diverse opere interessanti, tra cui il dipinto della Madonna Bianca, protettrice del borgo. Una leggenda narra che quest’affresco sia giunto a Portovenere direttamente dal mare, dentro a un tronco d’albero ben sigillato.

CHIESA DI SAN LORENZO - SANTUARIO DELLA MADONNA BIANCA - PORTOVENERE - LA SPEZIA

7. Castello Doria

CASTELLO DORIA - PORTOVENERE - LA SPEZIA

Il Castello si presenta come una fortezza maestosa, collegata al borgo grazie a una possente cinta muraria. L’edificio, composto da due blocchi, uno inferiore e uno superiore, è stato edificato dalla Repubblica di Genova per necessità di difesa dagli attacchi nemici. Sotto il dominio napoleonico, invece, il Castello veniva usato come prigione.

Come arrivare a Porto Venere

Treno

Non esiste una stazione ferroviaria a Portovenere.

È possibile arrivare a La Spezia Centrale o a La Spezia Migliarina e proseguire da lì con autobus o taxi.

Aereo

L’aeroporto Internazionale Galileo Galilei di Pisa dista circa 95 km. È possibile utilizzare il servizio ferroviario per raggiungere La Spezia.

L’aeroporto Internazionale Cristoforo Colombo di Genova dista circa 130 km. È possibile utilizzare il servizio ferroviario per raggiungere La Spezia.

Auto

Porto Venere è raggiungibile in auto.

Il problema è legato ai parcheggi, per questo si consiglia l’utilizzo dell’autobus.

Viene comunque garantito un servizio di Giro Bus

Autobus

La linea Casano – Portovenere offerta da ATC comprende le linee:

  • Linea 11
  • Linea P

Traghetto

Il servizio è attivo nella stagione estiva.

Partenze da La Spezia e Lerici.

O bella Spezia

La Canzone “O bella Spezia” fu composta e dedicata alla città dal maestro Eugenio Giovando agli inizi degli anni Sessanta, in occasione di uno spettacolo musicale e teatrale scolastico nel giugno 1962.

Da allora la canzone è stata intonata da intere generazioni di bambini, fino a divenire in pratica l’inno della città e ad approdare, nelle domeniche in cui la squadra di calcio spezzina gioca in casa, l’inno ufficiale della curva degli Ultras e dell’intero Stadio Alberto Picco.


Segue il testo:


Hanno detto che Roma è l’Eterna,
che Venezia è regina del mar,
che Firenze è più bella di un fiore,
che Milano “l’è un grande Milan…”;
ma stasera vi presenteremo
la nostra graziosa, stupenda città…


O bella Spezia,
splendida perla sul mar,
della Riviera
quadro irreal…

Magico cielo,
tinto di mille color,
e là, sul mar,
l’onda che muor sulla scogliera,
al forestier sa mormorar:
“Ritorna in questa città”.


Portovenere, han detto i poeti,
è una gemma di grande valor;
hanno detto che Lerici, in fiore,
è preziosa, più rara dell’or…

Questo golfo, ch’è tutto un incanto,
è stato dipinto dal “Grande Pittor”…


O bella Spezia,
splendida perla sul mar,
della Riviera
quadro irreal…

Non sei l’Eterna,
non sei regina del mar,
ma in tutti i cuor
tu sai portar la primavera…

Non sei Milan, non sei Paris,
ma noi ti amiamo così.


Ascoltala cantata dai Ragazzi di Migliarina


Vacanze in Barca a Vela in Liguria: La Spezia, Lerici, Portovenere, Le Cinque Terre

Vacanze in Barca a Vela in Liguria: La Spezia, Lerici, Portovenere, Le Cinque Terre

Il Golfo dei Poeti è il punto di partenza ideale per una gita in barca a vela all’insegna della vela, del sole e del mare accompagnati da relax, divertimento ed emozioni!

Veleggiare alla scoperta dei borghi marinareschi del Golfo della Spezia, denominato Golfo Dei Poeti, che racchiude 12 borgate marinare – tra cui le famosissime Lerici e Portovenere – e le Isole di Tino, Tinetto e Palmaria – facenti parte dal 1997 del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO insieme a Portovenere –.

Superare Portovenere, ammirando la Chiesa di San Pietro eretta a picco sul mare, che nasconde la splendida Grotta Byron, per poi proseguire alla volta delle Cinque Terre – anch’esse parte del Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO dal 1997 – scoprendo in ordine Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso.

Tuffarsi nel mare blu per fare snorkeling con maschera e boccaglio, asciugarsi al sole per poi raggiungere Vernazza, dove pranzare a terra per assaggiare le pietanze tipiche.

L’itinerario della Crociera sarà deciso in base alle preferenze degli ospiti e alle condizioni meteo previste.

Una Crociera adatta a tutti:

  • a chi sa già comandare una barca a vela e preferisce la Locazione, per godersi il territorio in piena autonomia
  • a chi vuole farsi guidare da uno Skipper esperto, non pensando a nulla se non a rilassarsi! Sceglierà quindi il Noleggio con Skipper
  • a chi preferisce una breve uscita, e che quindi privilegerà un Tour Giornaliero

Sali a bordo e vivi un’esperienza unica!


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    Isole di Tino e Tinetto

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    ISOLE DI TINO E TINETTO - LA SPEZIA - GOLFO DEI POETI
    Thanks to norbert_frroku for this picture!

    Le Isole di Tino e Tinetto si trovano all’estremità occidentale del Golfo della Spezia, nella Riviera Ligure, e sono da numerosi decenni sotto la giurisdizione della Marina Militare, per ciò non accessibili liberamente dai civili.
    Dal 1997 le Isole di Tino e Tinetto, insieme all’Isola di Palmaria, Portovenere e le Cinque Terre sono state inserite tra i Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

    Il Tino si apre ai visitatori nei giorni delle celebrazioni di San Venerio (13 Settembre), patrono del Golfo e dei fanalisti d’Italia. Egli visse come eremita sull’isola fino alla sua morte, avvenuta nel 630.

    In sua memoria sulla sua tomba fu costruito prima un piccolo santuario e poi un Monastero Benedettino che arrivò a godere di ampia fama e ricevere frequenti donazioni dai nobili dei paesi circostanti.

    Inoltre, sull’Isola vi è un Faro Napoleonico risalente al XIX secolo ed un piccolo Museo Archeologico, situato nelle vicinanze dell’unico approdo, nel lato orientale, che custodisce reperti romani e altomedievali.

    L’Isola del Tino si trova al centro, tra l’Isola di Palmaria (a Nord), e l’Isolotto del Tinetto (a Sud) e la sua superficie è di 0,13 km2 mentre il suo perimetro sfiora i 2 km.

    L’Isola del Tino è riconoscibile per la sua forma triangolare e rocciosa, abbondante di pino marittimo, leccio, mirto e lentisco.

    TINETTO

    Il Tinetto è l’Isola del Golfo che presenta dimensioni più ridotte, con una superficie di circa 6000 m2. È poco più di uno scoglio, privo di vegetazione arborea.

    Nella parte più occidentale dell’Isolotto vi è il rudere di un piccolo oratorio religioso, mentre spostandosi verso est si trovano i resti di un edificio più complesso, una Chiesa a due navate con celle per i monaci, costruita in varie fasi fino all’XI secolo e distrutta definitivamente dai saraceni.

    L’Isola del Tinetto costituisce la parte terminale del promontorio occidentale del Golfo della Spezia, identificata dagli esperti come la “Lama di La Spezia” a causa dei suoi affioramenti di carbonato triassico.

    Pochi metri a sud dell’Isolotto, sulla sommità di uno scoglio semisommerso, un tempo incubo dei diportisti, è stata installata una Statua della Madonna (nelle vesti di Stella Maris) alta circa due metri.